"Beatissimo Padre

Con nostra humilissima lettera ci diedemo l'honore di significare a Vostra Benedizione la deliberazione del Senato in haver commesso al più serio esame le riverite sostanze del veneratissimo Breve della Santità Vostra per rappresentarle in appresso i pubblici divotissimi sentimenti;

Adempiendo ora al nostro debito supplichiamo in primo luogo la Santità Vostra a degnarsi d'ascrivere alla qualità dell'affare l'interposta dilazione, e a credere che come la Repubblica nostra è stata la Primogenita della fede in Toscana, così s'è gloriata in ogni tempo di segnalarsi negli atti di divozione verso la Santa Sede.

Con tali sensi ripieni di profonda venerazione alla Grandezza del glorioso nome della Santità Vostra nutriamo una ferma fiducia che Vostra Beatitudine sia per restare persuasa che per il Decreto dei 30 maggio passato non s'è in nessun conto havuto mira di derogare alle disposizioni dei Sacri Canoni, lasciando, che i vescovi nella contingenza dei casi procedino secondo la loro autorità ordinaria, inerendo in ciò ai sentimenti dei nostri maggiori resi pubblici con speciale decreto del 12 settembre 1663, con cui s'ordina ai suoi Magistrati, che venendo alla notizia loro casi in materia di religione ne diano parte al Vescovo, acciò vi proveda, come appartiene all'Offizio suo, qual ordine fu messo in pratica tanto negli antichi, che nei moderni tempi, e qui permetta la Santità Vostra, che con l'impegno anche della nostra fede le attestiamo, che il Breve del Sommo Pontefice Paolo V non è stato mai a notizia della Repubblica, non apparendone rincontro alcuno nei nostri Archivij, dove esattamente si custodiscono gli altri Brevi Pontificij e confidiamo altresì, che Vostra Beatitudine prenderà in buon grado l'indicazione degli altri, mentre non s'hebbe altro oggetto, che di mostrare un'intiera subordinazione alle disposizioni santissime, che erano a nostra notizia;

Assicuriamo in oltre la Santità Vostra, che non si sono usate col già Vicario Torre le accennate premure non permettendo mai la Repubblica che li suoi Magistrati trascendino i limiti del dovere, e del giusto;

L'ingenuità, con la quale dobbiamo corrispondere a tanta Clemenza come figli obedientissimi di sì Santo Padre c'obliga a rappresentarle con tutta humiltà del rispetto, che quanto ci consola l'udire dal suo Breve medesimo essere sua mente, che i Vescovi procedino nelle materie di Santa Fede con l'autorità ordinaria;

Altrettanto ci recherebbe infinita confusione, se dovessero continuare più, e diversi abusi irregolari, e perniciosi introdotti non sono molti anni contro le precise determinazioni dei suoi gloriosi Predecessori Paolo III e Paolo IV, quali havendo appreso poter cagionare gravissima perturbazione alla tranquillità dello Stato revocarono espressamente le date commissioni.

Per il che non dubitiamo, che la Santità Vostra sarà per confermare alla Repubblica questo antico possesso, essendo per essa un affare dell'ultima conseguenza e incompatibile al sistema del nostro Governo ogn'altro procedimento diverso dall'ordinario, che potrebbe impedire quella bella armonia, che può tanto influire alla maggior gloria, e servizio d'Iddio, quiete dei Popoli, e felicità dello Stato; mentre pregando S. D. M. che confermi Vostra Beatitudine longamente per benefizio del Mondo Cattolico le baciamo humilmente li Santissimi Piedi. Lucca,14 gennaro 1714".A.S.L. Offizio sopra la Religione, Balia straordinaria sopra la Religione, 13 Deliberazioni (anni 1713-1718), cc.278r.-279r.

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